Teatro gioco vita
 
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"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

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Fondazione Teatri di Piacenza
Biglietti spettacoli

I primi 35 anni di Teatro Gioco Vita sono diventati un libro!
Disponibile nelle librerie e presso Teatro Gioco Vita
NORME SULLA TRASPARENZA
(art. 9, comma 2 e 3 del decreto legge 8 agosto 2013, n.91, convertito con legge 7 ottobre 2013 n. 112)

ATTO DI NOMINA


DIEGO MAJ

Direttore, Legale rappresentante e Presidente

JACOPO MAJ

Vice direttore

MADDALENA MAJ

Consigliere

ROBERTO DE LELLIS
laboratori internazionali
2002 - Miracolo a Milano
Spettacolo d'ombre per ragazzi (che possono vedere anche i grandi)
Liberamente tratto dal film di Cesare Zavattini e Vittorio De Sica
Adattamento teatrale Nicola Lusuardi
Regia e scene di Fabrizio Montecchi
Musiche di Fiorenzo Carpi rielaborate da Giulio Luciani
Disegni e sagome di Nicoletta Garioni
Collaborazione alla regia di Alessandra Antinori
Con Mariangela Granelli, Walter Battista Maconi, Stefano Moretti, Cristiano Petretto
Luci e fonica Cesare Lavezzoli
Assistente alla regia Alessandra Amicarelli
Costumi Giulia Bonaldi, Anusc Castiglioni
Realizzazione scene e assistenza tecnica Sergio Bernasani
Realizzazione sagome Paola Camerone, Federica Ferrari, Sigrid Gassler, Barbara Mélois


Teatro Gioco Vita - Piccolo Teatro di Milano - Institut International de la Marionnette Charleville-Mézières


consigliato alle seguenti fasce di età:
  • scuole
  • famiglie
  • per tutti (spettacolo serale)
  • Totò è un giovane uomo, orfano e povero, ma con il dono della fiducia e un talento di inestimabile valore: la capacità di sognare. Ma non di sognare sogni bizzarri e irrealizzabili, di sognare invece come potrebbero cambiare le cose partendo dalla realtà. Così, quando arriva in mezzo a gente povera che vive ai margini della grande città, Totò riesce a fare di loro una “comunità” e li convince a costruire la loro “città”. E noi crediamo che questo sia stato il primo miracolo di Totò. Ma ben presto persone molto ricche e potenti vengono a reclamare la terra su cui è costruita la baraccopoli. La comunità di Totò resiste; ma quando si scopre che questa terra nasconde il petrolio qualcuno di loro tradisce e vende l’informazione ai ricchi che mobilitano l’esercito e scatenano la battaglia. E’ allora che Totò fa il suo secondo miracolo. Ora le opinioni si dividono su come sia successo: si dice che gli sia apparsa sua mamma, gli abbia donato una colomba magica e gli abbia detto di resistere, perché resistendo e conservando la fiducia in se stessi si ottiene quello che si vuole. Così Totò ritrova fiducia e, con l’aiuto della colomba, guida la sua comunità in azioni fantasiose e strane che mettono in difficoltà l’esercito dei ricchi. Ma l’amore fa perdere per un attimo a Totò il contatto con la colomba e con la voglia di lottare. I ricchi se ne approfittano e passano al contrattacco. E’ la sconfitta, tutto è perduto. Ma è proprio in un momento come questo che bisogna credere nel miracolo e Totò ci crede: i carri della polizia stanno portando tutti in prigione quando improvvisamente, proprio mentre attraversano una piazza Duomo piena di spazzini al lavoro, le porte si spalancano, i poveri fuggono, afferrano le scope degli spazzini, le inforcano… e volano via, lontano. Sanno che il mondo è grande, che c’è posto per tutti e da qualche parte troveranno una terra per loro… Sono passati molti anni e nessuno sa se quella terra l’abbiano mai trovata. Ma il loro viaggio continua e in tutto questo tempo non hanno ancora perso la speranza. E questo è l’ultimo, forse l’unico vero miracolo di Totò.


     

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