Teatro gioco vita
 
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"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

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Fondazione Teatri di Piacenza
Biglietti spettacoli

I primi 35 anni di Teatro Gioco Vita sono diventati un libro!
Disponibile nelle librerie e presso Teatro Gioco Vita
NORME SULLA TRASPARENZA
(art. 9, comma 2 e 3 del decreto legge 8 agosto 2013, n.91, convertito con legge 7 ottobre 2013 n. 112)

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DIEGO MAJ

Direttore, Legale rappresentante e Presidente

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Vice direttore

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Consigliere

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laboratori internazionali

04/04/2014

“A TEATRO CON MAMMA E PAPÁ” - XVIII Rassegna di Teatro per le famiglie
“SALT’IN BANCO” – XXXIV Rassegna di Teatro Scuola


Teatro Gioco Vita
“IL CIELO DEGLI ORSI”
Dall’opera di Dolf Verroen & Wolf Erlbruch

NUOVA PRODUZIONE – DEBUTTO NAZIONALE
con Deniz Azhar Azari, Andrea Coppone - regia e scene Fabrizio Montecchi
sagome Nicoletta Garioni e Federica Ferrari (tratte dai disegni di Wolf Erlbruch) - coreografie Valerio Longo
musiche Alessandro Nidi - costumi Tania Fedeli - luci Anna Adorno - realizzazione scene Sergio Bernasani
Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza
lunedì 7 e martedì 8 aprile 2014 - ore 10 (anteprime) / “Salt’in banco
da mercoledì 9 a venerdì 11 aprile 2014 - ore 10 / “Salt’in banco
sabato 12 aprile 2014 - ore 20.30 / “A teatro con mamma e papà” – PRIMA NAZIONALE
da lunedì 14 a mercoledì 16 aprile 2014 - ore 10 / “Salt’in banco

Debutta a Piacenza la nuova produzione di Teatro Gioco Vita dedicata ai bambini dai 3 ai 7 anni: “Il cielo degli orsi”, dall’opera di Dolf Verroen & Wolf Erlbruch, regia e scene di Fabrizio Montecchi. Teatro d’ombre, d’attore e danza per affrontare temi delicati e profondi, come le risposte alle grandi domande della vita, ma con la leggerezza che è tipica dei più piccoli.
Lo spettacolo, dopo l’allestimento all’Officina delle Ombre, va in scena al Teatro Comunale Filodrammatici. Due anteprime lunedì 7 e martedì 8 aprile alle ore 10, quindi recite per le scuole da mercoledì 9 a venerdì 11 aprile e da lunedì 14 a mercoledì 16 aprile, sempre alle ore 10, nell’ambito della Rassegna di Teatro Scuola “Salt’in Banco”.
La “prima” ufficiale è prevista sabato 12 aprile alle ore 20.30, a chiusura della Stagione di Teatro per le famiglie 2013/2014 “A teatro con mamma e papà” organizzata da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri e Comune di Piacenza – Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
In scena vedremo Deniz Azhar Azari e Andrea Coppone. Le sagome di Nicoletta Garioni e Federica Ferrari sono tratte dai disegni di Wolf Erlbruch, le coreografie sono di Valerio Longo, le musiche di Alessandro Nidi, i costumi di Tania Fedeli, le luci di Anna Adorno, le scene firmate da Montecchi sono state realizzate da Sergio Bernasani.
“Il cielo degli orsi” si compone di due storie. La prima ci racconta di un orso che, svegliatosi da un lungo letargo e soddisfatta la fame, si mette a pensare a come sarebbe bello essere un papà. Così, con tutto il coraggio di cui è capace, si mette a gridare in direzione del bosco: “Qualcuno sa dirmi come si fa ad avere un cucciolo?”. Dopo un lungo cercare sembra che la soluzione stia in cielo… La seconda ci racconta invece di un orsetto, che è molto triste per la morte del nonno. Quando la mamma gli spiega che il nonno era molto stanco ed ora è felice nel cielo degli orsi, dice: “Ci voglio andare anch’io”. E parte per il mondo alla sua ricerca...
Per entrambi i i protagonisti l’infinità del cielo sembra essere l’unico luogo in cui le loro domande possono essere soddisfatte. Ma si accorgono, alla fine del loro cercare, che è sulla terra, vicino a loro, che si trova la risposta. Infatti l’orso della prima storia la trova in una bella orsa che gli compare al fianco e che indovina in un attimo i suoi pensieri: insieme si pensa sempre meglio che da soli e così, all’approssimarsi della primavera, una soluzione la troveranno. Piccolo Orso invece la risposta la trova nelle rassicuranti certezze rappresentate dagli af¬fetti familiari: nei genitori che si prendono cura di lui affinché superi il suo dolore e si convinca che la vita è, davvero, il suo più bel cielo.
“Il cielo degli orsi” affronta temi delicati e profondi con leggerezza e tatto e una grande capacità di sintesi. La presenza di animali come protagonisti permette di dosare l’impatto emotivo, che rimane co¬munque forte perché ci restituisce, con semplice e disarmante chia¬rezza, le difficoltà che tutti noi incontriamo, a maggior ragione i bambini, quando cerchiamo risposte alle grandi domande della vita. Difficoltà che nascono dalla complessità e varietà delle relazioni umane e dall’indifferenza che il mondo sembra riservare ai nostri piccoli o grandi dolori. L’unico percorso possibile è sempre quello esperienziale e non razionale e l’unica risposta, anche se non è “la risposta”, è spesso la più vicina a noi, se non già dentro di noi.

 


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Festival L'altra scena
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2017/2018
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