Teatro gioco vita
 
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"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

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15/12/2006

EDUCAZIONE STRADALE CON IL TEATRO

TEATRO GIOCO VITA - Teatro Stabile di Innovazione
PUPI E FRESEDDE - Teatro di Rifredi
con il contributo di ACI Piacenza
in scena lo spettacolo di Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi “Aci Babà e i quaranta pedoni”
dal 9 all’11 gennaio al Teatro Municipale di Piacenza
(replica a Castelsangiovanni il 31 gennaio al Teatro Verdi)

Fare educazione stradale con il teatro. E’ l’originale proposta che viene dalla ventisettesima edizione della rassegna di teatro scuola di “Salt’in banco” organizzata da Teatro Gioco Vita, che grazie al contributo dell’ACI di Piacenza ospita lo spettacolo “Aci Babà e i quaranta pedoni”, una “favola moderna sull’educazione stradale” del Teatro Stabile di Inovazione Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi, uno spettacolo di Andrea Bruno Savelli con la regia di Angelo Savelli.
L’appuntamento a Piacenza è da martedì 9 a giovedì 11 gennaio al Teatro Municipale di Piacenza: nelle prime due giornate doppia recita alle ore 9.15 e alle 10.45, l’11 gennaio unica rappresentazione alle ore 10. Lo spettacolo replicherà quindi a Castelsangiovanni mercoledì 31 gennaio al Teatro Verdi alle ore 9.15 e 10.45 nell’ambito della sezione decentrata in Valtidone della rassegna di teatro scuola.
E’ la storia di Alì che vuole diventare vigile, e che per questa sua passione conosce a memoria tutte le regole e la segnaletica del codice della strada, tanto che tutti lo chiamano Aci Babà. Una storia raccontata con la prosa, le canzoni e le filastrocche.
Uno spettacolo che non si propone tanto di sostituirsi ad una corretta e completa educazione stradale quanto piuttosto di stimolare i giovani spettatori, attraverso uno strumento divertente come il teatro, ad essere più ben disposti e curiosi della necessità di questa educazione.

Lo spettacolo utilizza due espedienti narrativi particolarmente funzionali a questo tipo di operazione ludico/didattica:
in primo luogo l’utilizzo di una trama fiabesca universalmente conosciuta ma riadattata ad un ambito contemporaneo, senza con questo perdere gli snodi tipici della fiaba originale (“Apriti Sesamo”), tanto cara ai bambini; in secondo luogo l’utilizzo di canzoncine e filastrocche utili a memorizzare in modo naturale e piacevole alcuni precetti basilari del tema trattato.
Quanto ai contenuti, la narrazione fiabesca è sostenuta da alcuni principi educativi che abbiamo scelto, tra i tanti possibili, come intelaiatura del nostro messaggio e che abbiamo cercato di diluire teatralmente attraverso la simpatia dei personaggi e il divertimento dell’intreccio spettacolare.
Questi i tre principi guida del nostro lavoro:
1) Innanzitutto la convinzione che Educazione Stradale sia sinonimo di Educazione Civica e che quindi essa facilmente si accompagni alla scoperta ed alla condivisione di altri valori umani e sociali, quali il rispetto della vita e della libertà degli altri, l’aspirazione alla qualità della vita, la tolleranza e la solidarietà qui sottolineate dalla presenza di personaggi di altre nazionalità e culture.
2) Poi la convinzione che una città senza regole sia come una vita senza regole, forse attraente da un punto di vista astratto ma impraticabile dal punto di vista pratico. La segnaletica non è un nemico che si frappone continuamente all’espansione del nostro io ma anche un amico che ci aiuta ad orientarci nei meandri del mondo esterno. Dietro ai freddi cartelli, ai semafori, al codice stradale non ci sono solo delle regole da rispettare ma anche dei valori da condividere; e, primo tra questi, la convivenza civile.
3) Infine la constatazione che dietro a certi comportamenti si nascondono valori sbagliati. Prendendo in giro il narcisismo, l’istinto di potenza legato alla velocità e la mitizzazione del mezzo meccanico come esternazione del proprio io, la storia si propone di screditare il forte individualismo e l’incosciente presunzione che stanno spesso alla base di tanti comportamenti colposi e di tanti incidenti stradali; modelli purtroppo esaltati dalla pubblicità, dal cinema, dalla società e che i bambini acquisiscono spesso non per loro inclinazione ma per imitazione dei loro compagni più grandi o, peggio ancora, dei loro familiari.

(da Angelo Savelli, "Aci Babà e i quaranta pedoni". Alcuni spunti didattici dello spettacolo)

 


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