Teatro gioco vita
 
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"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

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DIEGO MAJ

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laboratori internazionali

19/11/2007

“DITELO ALL’ATTORE”
Incontri con i protagonisti della stagione di prosa del Teatro Municipale

a cura di Enrico Marcotti, critico teatrale


MERCOLEDI’ 21 NOVEMBRE 2007
INCONTRO con LEO GULLOTTA in scena con “L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU’”
(RIDOTTO DEL TEATRO MUNICIPALE - ore 17.30)

Leo Gullotta è il protagonista del prossimo appuntamento di “DITELO ALL’ATTORE – Incontri con i protagonisti della stagione di prosa del Teatro Municipale”: mercoledì 21 novembre alle ore 17.30 al Ridotto del Teatro Municipale di Piacenza l’attore incontrerà il pubblico. In forma smagliante nella sua interpretazione del Signor Paolino in “L’uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello, diretto da Fabio Grossi e prodotto dal Teatro Eliseo, Gullotta sarà intervistato dal critico teatrale Enrico Marcotti.
Tra le attività collaterali della stagione di prosa del Teatro Municipale di Piacenza “Tre per te”, la quinta edizione di “Ditelo all’attore” si inserisce nel programma “InFormazione Teatrale 2007” curato da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Nato a Catania, Leo Gullotta ha debuttato giovanissimo al Teatro Stabile dove dal 1963 al 1973 ha ricoperto ruoli e generi molto diversi fra loro fino a quelli di protagonista e co-protagonista. Dieci anni passati con grandi maestri come Turi Ferro e Salvo Randone sono la base della sua solida carriera recitativa. Conclusa la proficua esperienza con lo Stabile si trasferisce a Roma, dove, da subito, imponendo il suo irresistibile talento comico, si afferma soprattutto nel cabaret. Contemporaneamente lavora anche nel cinema, soprattutto quello commerciale molto popolare in quegli anni. L’incontro con Nanny Loy segna profondamente la sua carriera cinematografica. Loy lo dirige affidandogli ruoli primari sempre più drammatici: da Cafè Express nel 1979, a Mi manda Picone nel 1983 fino a Scugnizzi nel 1989, per citarne alcuni. Negli stessi anni giovani registi si lasciano conquistare della sua grande versatilità di interprete. Tra tutti, Giuseppe Tornatore. Nel 1986 è nel suo film d’esordio Il camorrista, nel ruolo di un determinato commissario di polizia, per la cui interpretazione riceve il suo primo David di Donatello e nel 1988 commuove il pubblico di tutto il mondo grazie ad un'altra straordinaria interpretazione nel film premio Oscar Nuovo Cinema Paradiso. La sua poliedricità lo porta ad alternare il grande cinema d’autore con il grande varietà degli spettacoli televisivi del Bagaglino. In questo festoso contesto crea la popolarissima figura della Signora Leonida che, assieme alle numerose e riuscite parodie di personaggi politici e dello spettacolo, lo rendono uno degli attori più amati dal pubblico. Se nel varietà televisivo continua a esibire tutto il tuo talento comico, al cinema continuano a susseguirsi i ruoli in storie impegnate come nel film La scorta di Ricky Tognazzi, Il Carniere e Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro, e nel più recente Vajont di Renzo Martinelli. Ma anche ruoli di grande poesia, come nel film Palla di neve di Maurizio Nichetti, o affrontanti con sensibile delicatezza, come nella commedia amara di Cristian De Sica Uomini, uomini, uomin i, o nel drammatico Territori d’ombra di Paolo Modugno sul tema oscuro della pedofilia. Altrettanto intensi sono i numerosi personaggi da lui interpretati per i film televisivi, tra gli altri A che punto è la notte di Nanni Loy, Una madre inutile di J. Maria Sanchez, Dio ci ha creato gratis di Elvio Porta, Cristallo di Rocca di Maurizio Zaccaro, Onora il padr e di Tescari, le sei puntate di Cuore dirette da Zaccaro, o i più recenti Il cuore nel pozzo di Alberto Negrin sulla tragedia delle foibe, e Il bell’Antonio ancora di Zaccaro da Brancati. Durante tutta la sua lunga carriera di attore televisivo e cinematografico, costellata da prestigiosi premi e riconoscimenti non ha mai abbandonato il suo primo amore: il teatro. Dal debutto nel 1963 con Questa sera si recita a soggetto di Pirandello con Turi Ferro, e dai tanti spettacoli con lo Stabile di Catania, ha poi preso parte a spettacoli diretti da Enriquez ( I Viceré di De Roberto), da Landi ( Il giorno della civetta di Sciascia), e poi Fenoglio, Cobelli, fino agli spettacoli più recenti tra cui Lapilli con la regia di Fabio Grossi. Oggi per il ritorno al teatro, dopo quindici anni, ha scelto, non a caso, un’apologo sull’ ipocrisia umana: L’uomo la bestia e la virtù di Luigi Pirandello.

 


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