Teatro gioco vita
 
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"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

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30/11/2007

Teatro Verdi di Castelsangiovanni – Stagione Teatrale 2007/2008
STAGIONE DI PROSA organizzata da TEATRO GIOCO VITA


Giovedì 6 dicembre 2007 – ore 21 – Teatro Verdi di Castelsangiovanni
TEATRO STABILE DI SARDEGNA / DIABLOGUES
“PENSACI, GIACOMINO”
di Luigi Pirandello - regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Appuntamento da non perdere al Teatro Verdi di Castelsangiovanni: Enzo Vetrano e Stefano Randisi , premiati quest’anno con il riconoscimento Eti “Gli Olimpici del Teatro” per il migliore spettacolo di prosa, saranno in scena con la loro nuova creazione “Pensaci, Giacomino” di Luigi Pirandello per la Stagione di Prosa 2007/2008 del Teatro Verdi di Castelsangiovanni, organizzata da Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione per conto del Comune di Castelsangiovanni – Assessorato alla Cultura. La rassegna è proposta con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello Spettacolo e Regione Emilia Romagna.
Lo spettacolo, coprodotto da Teatro Stabile di Sardegna, va in scena giovedì 6 dicembre al Teatro Verdi, con inizio alle ore 21. La regia è di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, entrambi anche protagonisti in scena insieme a Giuliano Brunazzi, Ester Cucinotti, Eleonora Giua, Giovanni Moschella, Francesco Pennacchia, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile.
“Pensaci, Giacomino” è una delle commedie più serene, equilibrate e umane del vasto repertorio di Pirandello, testo apparentemente comico e irriverente dove l’attenzione – nella lettura di Vetrano e Randisi – si focalizza sulla famiglia e sugli squilibri che possono esplodere al suo interno.
Il protagonista è Agostino Toti, anziano professore di Storia Naturale, che decide di rivalersi sul governo che gli ha dato uno stipendio da fame per tutta la vita, sposando una giovane donna per beneficiarla della sua pensione! La bella Lillina, è la promessa sposa, figlia del bidello della scuola dove Agostino insegna, scacciata dai genitori perchè incinta e innamorata di Giacomino un giovane senza lavoro, ex allievo del professore. Ed è così che il professor Toti diventa legalmente il marito della ragazza, ma in realtà il suo è il comportamento di un padre, diventa quindi padre affettivo di Lillina e Giacomino e cresce il loro figlio come un vero e amabile nonno!
Quando inaspettatamente riceve una considerevole eredità, il professore diventa un importante azionista della banca e riesce a far assumere Giacomino come impiegato. Ma ora la situazione è diventata insostenibile per la comunità: pettegolezzi, malevolenze ed una sorta di perbenismo sempre più distruttivo mette questo strano gruppo familiare al centro di chiacchiere insopportabili. Ed allora la sorella di Giacomino, decide di farlo fidanzare con una ragazza già amica di famiglia, e manda il suo confessore padre Landolina, un prete poco leale e molto simulatore, a parlare con l’anziano insegnante, per farsi rilasciare uno strano “attestato di moralità” al fine di liberare Giacomino da questa condizione singolare.
Non solo, ma anche i genitori di Lillina osteggiano il comportamento del professore, così invece di affetto, elargiscono alla figlia manieristici atteggiamenti tanto ipocriti quanto ridicoli. Il professore decide di aiutare ancora la sua protetta e con il bambino si reca a casa di Giacomino, dove trova un muro di falsità e dedizione al conformismo. “Pensaci, Giacomino” dice il professore al giovane, esortandolo a tornare dalla sua vera famiglia, quella costruita grazie alla cura di un uomo che ha messo insieme pezzi di esistenze minimizzate dalla società. La falsità di certi atteggiamenti sociali viene osteggiata con forza, dal professore che seppur anziano, non manca di forza verbale e di pensiero, tanto da scagliarsi perfino contro un simbolo finto-religioso come il prete della commedia.

“Un lavoro audacissimo”. Così Pirandello descrive al figlio “Pensaci, Giacomino!” , la commedia scritta per Angelo Musco, che ci fa divertire nel guardare da vicino legami familiari paradossali e tumultuose relazioni con un perbenismo di facciata.
Audacissimo è infatti l’intreccio che fin dalla stesura dell’omonima novella da cui il testo teatrale prende spunto crea scalpore tra i lettori del Corriere della Sera, su cui era stata pubblicata nel 1910: Agostino Toti, vecchio professore di liceo anticonformista ante litteram dichiara la sua intenzione di “vendicarsi” contro il governo che lo ha costretto a una vita solitaria a causa di uno stipendio da fame, sposando una ragazzina giovanissima che beneficerà a vita della pensione che lo Stato sarà costretto a versarle in quanto sua vedova. Il caso di Lillina, figlia del bidello della sua scuola, messa incinta da Giacomino Delisi, un suo ex alunno, e adesso cacciata di casa dai genitori gli offre la possibilità di realizzare il suo piano.
Per qualche anno il professore permette alla giovane moglie e al suo amante di incontrarsi nella sua casa, fa da nonno al bimbo nato dalla loro relazione, e trova anche un posto in banca a Giacomino, beandosi della felicità conquistata con questa inattesa famiglia e ostentando indifferenza per le reazioni scandalizzate della gente di fronte a un inequivocabile, inaccettabile menage à trois. Ad un certo punto però, Giacomino comincia a disertare la casa del professore e la giovane madre è annientata dal dolore. Agostino Toti ne cerca il motivo, e scopre che la sorella di lui, con la complicità di un prete viscido e indegno, lo ha fatto fidanzare a una “giovine orfana e perbene” al fine di liberarlo da questa condizione immorale. Con la determinazione di un paladino della giustizia e della vera moralità si precipita da Giacomino e riesce a riportarlo a casa sua dopo averlo minacciato, implorato e infine commosso con il richiamo alla paternità e all’amore di Lillina.
Commedia morale dunque, umoristica ma anche grottesca, con un personaggio che sembra voler affrontare l’ipocrisia del mondo senza la maschera di un ruolo sociale, quello di marito, perché di questo ruolo si libera subito, dichiarando di non volerlo essere. Ma a guardar bene…
“Tu sarai la mia figliola, la mia figliola bella”
Con queste parole si chiude il primo atto, e per tutto il secondo e il terzo da padre si comporta con lei, e anche con l’amante di lei, Giacomino. Ma questa famiglia aperta, trasgressiva, sui generis, vissuta come un’offesa da tutta la comunità civile, acquista nella mente del Professore una valenza etica che va protetta e difesa con tutte le forze e così, fatalmente, come in un gioco di scatole cinesi, la “non famiglia” viene intrappolata nella stessa idea claustrofobica di famiglia, e i suoi componenti soggiogati a meccanismi di compressione e prepotenza. Attraverso questo testo apparentemente comico e irriverente la nostra attenzione si può focalizzare allora sulla famiglia e sugli squilibri che possono esplodere al suo interno, scaraventandoci in un’attualità drammatica e agghiacciante, che ci coinvolge tutti e ci fa riflettere sugli aspetti diametralmente opposti della violenza e del rispetto.

Stefano Randisi, Enzo Vetrano

Locandina

Diablogues / Teatro Stabile di Sardegna / Teatro Comunale di Imola
“PENSACI, GIACOMINO!”

di Luigi Pirandello
Regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Luci di Maurizio Viani
Scenografia di Marc’Antonio Brandolini
Costumi di Luciana Fornasari

personaggi e interpreti:
Agostino Torri, professore di Storia Naturale Enzo Vetrano
Lillina, sua moglie Eleonora Giua
Gacomino Delisi Giuliano Brunazzi
Cinquemani, bidello Giovanni Moschella
Marianna, sua moglie Margherita Smedile
Rosaria Delisi, sorella di Giacomino Ester Cucinotti
Il cavalier Diana, direttore del Ginnasio Antonio Lo Presti
Padre Landolina Stefano Randisi
Rosa e Filomena, serva Francesco Pennacchia

Informazioni e biglietteria
Il servizio di biglietteria è svolto da Teatro Gioco Vita (via San Siro 9, Piacenza – telefono 0523.315578) dal martedì al venerdì dalle ore 15 alle 18 e il sabato dalle ore 10 alle 13. Nel giorno dello spettacolo la biglietteria sarà attiva unicamente al Teatro Verdi di Castelsangiovanni a partire dalle ore 19 (telefono 0523.882029).

 


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