Teatro gioco vita
 
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"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

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12/12/2003

"L'armata a cavallo" con Moni Ovadia al Municipale di Piacenza

TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA
“TRE PER TE” Prosa – Altri Percorsi – Teatro/Danza

KONARMIJA – L’ARMATA A CAVALLO di e con Moni Ovadia
Il 18 e 19 novembre al Teatro Municipale il nuovo spettacolo di Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna liberamente tratto dal romanzo di Isaac Babel’


Entra nel vivo la stagione di prosa 2003/2004 del Teatro Municipale di Piacenza, curata da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione.
La rassegna “Tre per te” prosegue con un altro appuntamento del percorso Prosa, che in questo mese ha preso il via con “L’avaro” della compagnia di Gabriele Lavia ed è proseguita con “La mort de Krishna” di Peter Brook. Martedì 18 e mercoledì 19 novembre alle ore 21 va in scena Moni Ovadia con un nuovo spettacolo prodotto da Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna: “Konarmija – L’armata a cavallo” liberamente tratto da “L’armata a cavallo” di Isaac Babel’.
Debuttata con successo a Bologna il 23 ottobre scorso, la rappresentazione porta per la prima volta sul palcoscenico l’omonimo capolavoro dello scrittore ebreo russo, intellettuale e rivoluzionario morto nel 1941 in un campo di concentramento stalinista, opera dalla quale Miklós Jancsó trasse nel 1967 un film potente e grandioso.
In scena Moni Ovadia, affiancato da dodici interpreti di diverse nazionalità: il polacco Roman Siwulak, per vent’anni a fianco di Tadeusz Kantor, il russo Ilià Popov, l’ucraina Olena Skakun e i musicisti-attori che lo accompagnano da anni nei suoi spettacoli: Stefano Corradi (clarinetto basso), Luca Garlaschelli (contrabbasso), Janos Hasur (violino), Massimo Marcer (tromba), Albert Mihai (fisarmonica), Vincenzo Pasquariello (pianoforte), Paolo Rocca (clarinetto), Marian Ŝerban (cymbalon), Emilio Vallorani (flauti/percussioni). Le scene sono Leonardo Scarpa, le luci di Gigi Saccomandi. Musiche originali e arrangiamenti di Carlo Boccadoro, suono di Mauro Pagiaro. Movimenti coreografici di Elisabeth Boeke. I filmati presenti nello spettacolo sono curati da Mauro Contini e realizzati da Luigi Zanolio di Luis.it. I costumi di Elisa Savi sono realizzati da CP Company, mentre le calzature sono state create da un’altra griffe dell’industria della moda, i Fratelli Rossetti.
I racconti de L’armata a cavallo nascono dall’esperienza viva di Babel’ sul fronte russo-polacco della guerra civile seguita alla rivoluzione. L’autore, che nella propria opera chiama se stesso Ljutov, fu al seguito della Prima Armata a cavallo del mitico generale cosacco Budënnyj. Il piccolo intellettuale ebreo occhialuto educato alle dolcezze e alle profondità dell’ebraismo khassidico chiede di unirsi ai feroci cosacchi rossi che, pur avendo scelto di battersi per la rivoluzione, hanno iscritto nella propria cultura più profonda un selvaggio antisemitismo nutrito da una storia secolare di massacri di ebrei. Babel’-Ljutov cerca un battesimo di violenza per ottenere una piena legittimità di rivoluzionario. Non ci riuscirà. Rimarrà sconfitto dall’insanabile contraddizione con il proprio ebraismo, dal comandamento “non…ucciderai!”.
Lo spettacolo narra piccole vicende, insieme tragiche e liriche, nella temperie della guerra civile tra Bianchi e Rossi, che divise gli uomini fra loro: padri da figli, fratelli da fratelli, mariti da mogli. Emergono ritratti di uomini semplici che vengono visti nella loro lancinante e disperata umanità. Fra tutti troneggia il robivecchi Ghedali, il cieco venditore di cianfrusaglie, che vuole conciliare ebraismo e rivoluzione e va gridando al vento: «Dov’è la dolce rivoluzione? La rivoluzione è gioia e felicità. Noi lo sappiamo che cos’è l’Internazionale, dateci un’Internazionale di uomini buoni. Noi tessereremo ogni anima al partito e le diremo: siediti alla tavola della vita anima e gioisci!».
«Ghedali – dice Moni Ovadia – è il personaggio che più amo. Rappresenta la contraddizione più straziante, più illogica della rivoluzione. I processi di liberazione sono sempre in contrasto con la fragilità dell’essere umano. L’uomo è vulnerabile, troppo precario e complesso al cospetto delle grandi tragedie storiche.»
Konarmija si dipana come una partitura di immagini, suoni, musiche, canti e parole con cui combattono i due grandi cori dei bolscevichi e degli zaristi. In mezzo ai due “eserciti” un drappello di musicisti cavalleggeri rossi suonerà l’epopea dei rivoluzionari mentre gli attori racconteranno e grideranno lo sgomento dei piccoli uomini sconfitti.
Sul piano stilistico, lo spettacolo coniuga alla dimensione narrativa il linguaggio dell’epos, che parlerà – esperienza teatrale nuova per Ovadia – attraverso la poesia delle immagini e dei filmati curati da Mauro Contini, storico braccio destro di Carmelo Bene. «Abbiamo utilizzato materiali di repertorio cinematografico e documentaristico e filmati girati apposta per lo spettacolo – spiega Contini – che rappresentano lo scontro tra l’armata bianca e l’armata rossa. Questi filmati sono stati elaborati graficamente al computer per essere trasformati in dipinti, “quadri in movimento”.»
Grande protagonista la musica, perlopiù brani d’epoca, rielaborati, in alcuni casi, per accentuarne il ritmo epico, la retorica delle marce di guerra originali.
Lo spettacolo è recitato in russo, yiddish e italiano. «Le prime due sono le lingue dell'interiorità musicale dell'evento – spiega Moni Ovadia - poiché una lingua è prima di tutto un sistema sonoro». Le parti in russo e yiddish sono interpretate anche in italiano, «lingua della comprensione, del senso».

Locandina
Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna
KONARMIJA – L’ARMATA A CAVALLO
di Moni Ovadia
liberamente tratto da L’armata a cavallo di Isaac Babel’
con Moni Ovadia
e con Roman Siwulak, Ilià Popov, Olena Skakun
Stefano Corradi (clarinetto basso), Luca Garlaschelli (contrabbasso), Janos Hasur (violino),
Massimo Marcer (trombe), Albert Mihai (fisarmonica), Vincenzo Pasquariello (pianoforte),
Paolo Rocca (clarinetto), Marian Ŝerban (cymbalon), Emilio Vallorani (flauti/percussioni)
regia Moni Ovadia
scene Leonardo Scarpa
costumi Elisa Savi
luci Gigi Saccomandi
suono Mauro Pagiaro
movimenti coreografici Elisabeth Boeke
assistente alla regia Paola Cereda
musiche originali e arrangiamenti Carlo Boccadoro
adattamenti musicali in scena musicisti di Konarmija
coordinamento musicale Emilio Vallorani
filmati a cura di Mauro Contini
realizzati da Luigi Zanolio, Luis.it
foto di scena di Maurizio e Federico Buscarino
costumi realizzati da C. P. Company
creazione calzature Fratelli Rossetti

Vendita biglietti
Teatro Gioco Vita (Teatro Comunale Filodrammatici, via San Siro 9, telefono 0523.315578): dal lunedì al venerdì ore 15-18.
Banca di Piacenza: i biglietti si possono acquistare presso tutti gli sportelli della Banca di Piacenza nei giorni ed orari di apertura degli stessi, senza alcun addebito di commissioni, sino al giorno precedente lo spettacolo.
Il giorno dello spettacolo la biglietteria funziona unicamente nella sede della rappresentazione a partire dalle ore 18 (Teatro Municipale, telefono 0523.492251).

Informazioni: Teatro Gioco Vita, telefono 0523.332613, e-mail ufficiostampa@teatrogiocovita.it
 


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