Teatro gioco vita
 
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"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

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Fondazione Teatri di Piacenza
Biglietti spettacoli

I primi 35 anni di Teatro Gioco Vita sono diventati un libro!
Disponibile nelle librerie e presso Teatro Gioco Vita
NORME SULLA TRASPARENZA
(art. 9, comma 2 e 3 del decreto legge 8 agosto 2013, n.91, convertito con legge 7 ottobre 2013 n. 112)

ATTO DI NOMINA


DIEGO MAJ

Direttore, Legale rappresentante e Presidente

JACOPO MAJ

Vice direttore

MADDALENA MAJ

Consigliere

ROBERTO DE LELLIS
laboratori internazionali

09/12/2009

InFormazione Teatrale 2009
“DITELO ALL’ATTORE”

Incontri con i protagonisti della stagione di prosa del Teatro Municipale
2009/2010 - VII edizione


a cura di Enrico Marcotti, critico teatrale

mercoledì 16 dicembre 2009 – ore 18.30 – Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza
INCONTRO CON UMBERTO ORSINI

E’ Umberto Orsini, che nel nuovo allestimento de “La tempesta” di Shakespeare con la regia di Andrea De Rosa veste i panni di un Prospero né mago né patriarca, ma uomo dell’oggi, a finire sotto la lente del giornalista e critico teatrale Enrico Marcotti nel prossimo appuntamento di “Ditelo all’attore”, il ciclo di incontri con i protagonisti della Stagione di Prosa del Teatro Municipale di Piacenza organizzato da Teatro Gioco Vita con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano nell’ambito del programma “Informazione Teatrale”.
Orsini, protagonista indiscusso della scena teatrale e cinematografica italiana, incontrerà il pubblico al Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza mercoledì 16 dicembre alle ore 18.30 (non alle 17.30 come precedentemente previsto), con ingresso gratuito.
Il grande attore sarà a Piacenza con lo spettacolo coprodotto da Teatro Stabile di Napoli, Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Eliseo (al Teatro Municipale, il 15 e 16 dicembre).
Umberto Orsini aveva già incontrato il pubblico piacentino nel febbraio scorso, quando al Municipale aveva recitato in “Copenaghen” con Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice. In quell’occasione, sempre nell’ambito di “Ditelo all’attore”, insieme a Popolizio e alla Lojodice si era confrontato con il fisico piacentino del Cern di Ginevra Lucio Rossi sui temi del rapporto tra etica, scienza e potere.

Umberto Orsini
Brillante allievo dell’Accademia d’arte drammatica, debutta nel 1957 nel “Diario di Anna Frank” di Goodrich e Hackett con la regia di Giorgio De Lullo. Nel 1961 la prima grande prova d’attore nell’ “Arialda” di Testori con la regia di Luchino Visconti. Negli anni successivi lavora con Zeffirelli (“Chi ha paura di Virginia Woolf”, 1963), Patroni Griffi (“Metti una sera a cena”, 1966), Jose Quaglio (“Chi è Claire Lannes?”, 1966). Sul finire degli anni ‘60 Orsini si divide fra teatro, cinema e tv. Nel 1971 è sul set di “La caduta degli dei” di Visconti (Nastro d'argento al Festival di Venezia). Nel 1981 diventa direttore del Teatro Eliseo di Roma e avvia un’importante collaborazione con Gabriele Lavia che lo dirige in “Servo di scena” di Harwood (1980), “I Masnadieri” di Schiller (1982) e “Non si sa come” di Pirandello (1982). Negli stessi anni con Luca Ronconi lavora nelle “Tre sorelle” di Cechov (1989) e “Besucher” di Strauss (1989, Premio Ubu nel 1991), “L’uomo difficile” di Hofmannsthal (Premio Ubu 1991).
Dopo “Un marito” di Svevo, per la regia di Patroni Griffi (1993) e “Otello” di Shakespeare per la regia di Lavia (1994), nella stagione 1997/98 ha offerto una straordinaria interpretazione di Willy Loman in “Morte di un commesso viaggiatore” con la regia di Cobelli. Nel 1998 è stato impegnato come protagonista di “Prima della pensione” accanto a Valeria Moriconi e Milena Vukotic, con la regia di Piero Maccarinelli.
Dopo il debutto accanto a Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice in “Copenaghen di Frayn”, regia di Mauro Avogadro, nella stagione 1999/2000 è stato impegnato come protagonista negli spettacoli “L’arte della commedia” di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo e “Il nipote di Wittgenstein” di Thomas Bernhard, regia di Patrick Guinand.
Vince il Premio Ubu 2001 come miglior attore per “Il nipote di Wittgenstein” e “L’arte della commedia”. Nel febbraio 2002 ha debuttato accanto a Giulia Lazzarini in “Erano tutti miei figli” di Arthur Miller, regia di Cesare Lievi. Nel 2004 debutta al Festival d’Avignon “Urlo”, per la regia di Pippo Delbono, dove è in scena con Giovanna Marini, artista con cui ritornerà ad interpretare nel 2005 “Ballata del carcere di Reading”, sotto la regia di Elio De Capitani. Nello stesso anno partecipa a “Il padre”, per la regia di Massimo Castri.
Nell’ultimo lavoro di Andrea De Rosa “Molly Sweeney”, che ha debuttato il 25 giugno 2007, è attore protagonista insieme a Valentina Sperlì e Leonardo Capuano.

 


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