Teatro gioco vita
 
>

"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

MAILING LIST
Inserisci la tua email per ricevere le news direttamente nella tua casella di posta.

Vuoi cancellarti? Clicca qui.

Fondazione Teatri di Piacenza
Biglietti spettacoli

I primi 35 anni di Teatro Gioco Vita sono diventati un libro!
Disponibile nelle librerie e presso Teatro Gioco Vita
NORME SULLA TRASPARENZA
(art. 9, comma 2 e 3 del decreto legge 8 agosto 2013, n.91, convertito con legge 7 ottobre 2013 n. 112)

ATTO DI NOMINA


DIEGO MAJ

Direttore, Legale rappresentante e Presidente

JACOPO MAJ

Vice direttore

MADDALENA MAJ

Consigliere

ROBERTO DE LELLIS
laboratori internazionali

12/12/2003

Il pubblico incontra Moni Ovadia

“TRE PER TE” Prosa – Altri Percorsi – Teatro/Danza

Secondo appuntamento di “DITELO ALL’ATTORE”
Incontri con i protagonisti della stagione Prosa e Altri Percorsi del Teatro Municipale
a cura di Enrico Marcotti, critico teatrale

MONI OVADIA INCONTRA IL PUBBLICO MERCOLEDI’ 19 NOVEMBRE
ALLE ORE 17,30 NEL RIDOTTO DEL TEATRO COMUNALE FILODRAMMATICI

Secondo appuntamento di “DITELO ALL’ATTORE – Incontri con i protagonisti della stagione del Teatro Municipale”, a cura del critico teatrale Enrico Marcotti. Ed è la volta di MONI OVADIA, che incontrerà il pubblico mercoledì 19 novembre alle ore 17.30 nel ridotto del Teatro Comunale Filodrammatici.
Prosegue così il primo ciclo di attività collaterali che si vanno ad affiancare al cartellone di spettacoli della stagione 2003/2004 “Tre per te”del Teatro Municipale di Piacenza, da quest’anno curata da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione.
Moni Ovadia sarà in scena al Municipale nell’ambito della stagione di prosa il 18 e 19 novembre, protagonista, autore e regista di “Konarmija - L’armata a cavallo”, la nuova produzione di Nuova Scena - Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Isaac Babel’, sicuramente il lavoro più noto dello scrittore russo-ebraico (titolo anche del fortunato film che il regista ungherese Miklos Jancso diresse nel 1967).
L’artista nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraica. Studia a Milano dove si laurea in Scienze Politiche e incomincia la sua attività artistica come cantante e musicista nel gruppo dell' Almanacco Popolare sotto la guida dell'etnomusicologo Roberto Leydi. Nel 1972 fonda e dirige il Gruppo Folk Intemazionale che si dedica allo studio della musica tradizionale di vari paesi, in particolare dell'area Balcanica. Nel 1978 il gruppo cambia struttura e diventa "Ensemble Havadià", dedicandosi a musiche di propria composizione.
Il lavoro teatrale vero e proprio inizia nel 1984 quando avvia una serie di collaborazioni con numerose personalità teatrali tra cui Pier'Alli, Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Giorgio Marini, Franco Parenti.
E proprio con il Teatro Franco Parenti crea, in collaborazione con Mara Cantoni, lo spettacolo “Dalla Sabbia dal tempo” in occasione del Festival di Cultura Ebraica nel 1987. E' questa per Moni Ovadia l'occasione di fondere le proprie esperienze di attore e di musicista, dando vita alla proposta di un "teatro musicale" Iungo il quale ancora oggi opera la sua ricerca espressiva.
Nel '90 fonda la TheaterOrchestra e inizia a lavorare stabilmente con il CRT Artificio di Milano che produce lo spettacolo “Golem” messo in scena con la collaborazione di Daniele Abbado.
Dopo il debutto al Petruzzelli di Bari viene presentato con successo a Milano, Roma, Berlino, Parigi e New York. Ma è con “Oylem Goylem”, una creazione di teatro musicale in forma di cabaret, che Ovadia si impone all'attenzione del grande pubblico. Sempre con Mara Cantoni dà vita nel gennaio del l995 a “Dybbuk”, spettacolo sulla Shoah che viene accolto come uno degli eventi più importanti della stagione teatrale.
Sempre nello stesso anno con Pamela Villoresi, che ne firma anche la regia, debutta con lo spettacolo “Taibele” e il suo demone , una coproduzione Piccolo Teatro di Milano. Rinnovando la collaborazione con il Piccolo Teatro e con Mara Cantoni, nel febbraio '96 dà vita allo spettacolo “Ballata di fine millennio”, grandissimo successo di critica e di pubblico e un'impegnativa tournée nelle principali città italiane.
Nel 1994 inizia il sodalizio artistico con Roberto Andò debuttando nell'opera multimediale “Frammenti sull'Apocalisse” di Daniele Abbado, Nicola Sani e dello stesso Andò presentato al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, e in forma di spettacolo al Festival Roma Europa nel giugno 1995. Nel febbraio 1995 nasce “Diario ironico dall'esilio” scritto a due mani con Roberto Andò e coprodotto dal Teatro Biondo Stabile di Palermo. Partecipa insieme all'attore tedesco Bruno Ganz al primo lungometraggio di Andò “Diario senza date” (Diary with no dates), presentato alla 51° Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Finestra sulle immagini. Da non dimenticare nell'89 “Progetto Ritsos Delfi Cantata”, ispirato al poeta greco Ghiannis Ritsos con le musiche di Piero Milesi e ripreso nel 1994 in una nuova edizione per Suoni e Visioni. Per le Orestiadi di Gibellina del 1993, a memoria del venticinquennale del terremoto che distrusse la valle del Belice, costruisce con la collaborazione di Studio Azzurro e le musiche di Alfredo Lacosegliaz “Ultima forma di libertà”, il silenzio ambientato sull'inquietante scenario del Cretto di Burri. Sempre per il Festival di Gibellina del 1996 presenta lo spettacolo evento “Pallida madre tenera sorella” con la regia di Piero Maccarinelli. Nel 1997 mette in scena “Il caso Kafka”, scritto a quattro mani con Roberto Andò e diretto dallo stesso Andò. Realizza poi, di nuovo come regista, nel 1998 “Mame, Mamele, Mama, Mame, Mamma, Mamà”.
Per il cinema presta il suo volto partecipando a “Caro Diario” di Nanni Moretti e, con il ruolo di coprotagonista a “Facciamo Paradiso” di Mario Monicelli. Grande successo la serie radiofonica per RAI 2 nella primavera del 1994 “Note Spettinate”, di cui èanche conduttore, rinnovando la collaborazione con Mara Cantoni.
Nel luglio '95 gli viene conferito dal sindaco di Firenze il "Sigillo per la pace". Premio speciale UBU 1996 per la sperimentazioni su teatro e musica.
Sempre nel 1996 pubblica per Bompiani il libro "Perchè no?" che entra nelle classifiche dei libri più venduti. Nel 1998 sono stati pubblicati l'autobiografia "Speriamo che tenga" (Mondadori) e l'antologia "L'ebreo che ride" (Einaudi). Nel 2000 sempre per Einaudi esce l’abbinamento editoriale libro e CD dello spettacolo "Ballata di fine millennio". Negli ultimi anni ha realizzato gli spettacoli teatrali “Tevjie un mir”, “Il banchiere errante” e “Il violinista sul tetto”.
Mercoledì 19 novembre alle ore 17,30, nel ridotto del Teatro Comunale Filodrammatici, il pubblico avrà la possibilità di incontrare da pubblico potrà fare domande, scoprire curiosità, approfondire le tematiche de “L’armata a cavallo”: potrà conoscere da vicino Moni Ovadia e la sua esperienza di artista e di uomo di cultura. A tessere le fila, il critico teatrale Enrico Marcotti.
Un’occasione informale e spontanea per incontrare Moni Ovadia al di là di quello che appare sul palcoscenico durante lo spettacolo.
Per informazioni: Teatro Gioco Vita, telefono 0523.332613, e-mail ufficiostampa@teatrogiocovita.it
 


Teatro Magazine 24
Festival L'altra scena
Salt'in banco
manifesto
Produzioni
2017/2018
A teatro con mamma e papà
Laboratori Internazionali

Teatro Gioco Vita S.R.L. © 2006 | P.IVA 00883640336

concept: Blacklemon (Credits)
hosting by gedinfo