Teatro gioco vita
 
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"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

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Vice direttore

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laboratori internazionali

03/12/2010

INFORMAZIONE TEATRALE
CINEMA E TEATRO
Proiezioni e incontri


presentati da Giorgio Betti

dal 17 dicembre al Teatro Comunale Filodrammatici

Il grande schermo a confronto con i linguaggi della scena. “Cinema e Teatro”, proiezioni e incontri presentati da Giorgio Betti è un nuovo progetto proposto da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione nell’ambito del programma “InFormazione Teatrale”, organizzato con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che prenderà il via venerdì 17 dicembre al Teatro Comunale Filodrammatici alle ore 21.
L’innegabile parentela che lega cinema e teatro si riscontra sul piano storico come su quello estetico-linguistico. Sia teatro che cinema costituiscono, normalmente, l’occasione di un’esperienza di spettacolo, si iscrivono nell’orizzonte della rappresentazione, fanno appello principalmente alla vista e all’udito, operano perlopiù sui medesimi costituenti (attori, scenografie, costumi, set, regista…) e condividono anche molti percorsi. Fittissima è infatti la trama di intrecci, scambi, prestiti e interferenze che, dopo aver segnato la storia delle due arti, proficuamente continua ad alimentarle.
Questi due ambiti artistici si incontrano grazie al progetto “Cinema e Teatro” curato da Giorgio Betti.
La presenza nel cartellone della Stagione di Prosa “Tre per Te” di alcuni spettacoli legati a quella che viene definita “la settima arte” (Le signorine di Wilko, regia di Alvis Hermanis; L’appartamento, regia di Patrick Rossi Gastaldi; I pugni in tasca, regia di Stefania De Santis) diventa occasione per un percorso che grazie al grande schermo, attraverso proiezioni e incontri sui film, vuole introdurre il pubblico a quello che vedrà in scena al Teatro Municipale. Tre incontri, da dicembre a marzo, sempre il venerdì sera alle ore 21 al Teatro Comunale Filodrammatici.
Il primo appuntamento, venerdì 17 dicembre, sarà dedicato a “Panny z Wilka” (“Le signorine di Wilko”), regia di Andrzej Wajda, sceneggiatura di Zbigniew Kaminski dal racconto di Jaroslaw Iwaszkiewicz (da cui il regista lettone Hermanis ha tratto la drammaturgia dello spettacolo teatrale prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, in cartellone per la prosa al Municipale il 21 e 22 dicembre). La pellicola di Wajda (1979), a suo tempo candidata all’Oscar come miglior film straniero, sarà proposta nella versione originale con sottotitoli in italiano.
A finire sotto la lente di Giorgio Betti sarà poi “L’appartamento” di Billy Wilder, vincitore di cinque Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio, scenografia. Se ne parlerà venerdì 18 febbraio. Una delle più alte prove di Wilder, interpretato magistralmente, tra gli altri, da Jack Lemmon, Shirley MacLaine e Fred Mc Murray. Un grande film degli anni Sessanta trasformato in una commedia per il teatro da Edoardo Erba e Massimo Dapporto (spettacolo che vedremo sempre al Municipale il 22 e 23 febbraio, protagonisti lo stesso Dapporto con Benedicta Boccoli, regia di Patrick Rossi Gastaldi).
Venerdì 25 marzo chiuderà il ciclo “I pugni in tasca” di Marco Bellocchio, opera prima che impose il regista all’attenzione internazionale, film della rivolta contro le istituzioni, la famiglia, la scuola, la religione, pellicola preannunciante il ’68. Interpreti Lou Castel, Paola Pitagora, Marino Masè, Liliana Gerace, Pierluigi Troglio.
De “I pugni in tasca” lo stesso Marco Bellocchio ha tratto una versione teatrale che vedrà protagonisti Ambra Angiolini e Pier Giorgio Bellocchio, diretti da Stefania De Santis (in scena al Municipale, sempre per la stagione di Prosa, il 5 aprile).
Piacentino, 40 anni, insegnante, drammaturgo e videomaker sperimentale, Giorgio Betti collabora con la collana Urania della Mondadori, “Robot” e “Libertà” di Piacenza, ed è considerato uno dei principali esperti italiani di cinema “di genere”.
Nel 2002 pubblica “L’Italiana che inventò il free Cinema inglese” (Piacenza) dedicato alla figura di Lorenza Mazzetti, presentato al Torino Film Festival.
Nel 2004 ha presentato la videoinstallazione “Millennium suite” all’esposizione di Senigallia “Leggere il ‘900” e alla mostra “Verifica dei dintorni” di Modena.
Nel 2005 e 2006 ha curato la rassegna Carovane Cinema a Piacenza. Nel 2008 ha diretto la sezione libraria del Bobbio Film Festival.

 


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